Oasi di Bahariya
L'Oasi di Bahariya (in arabo: الواحة البحرية el-Waha el-Bahariya o semplicemente Bahariya, "L'oasi del nord") è un'oasi del Deserto occidentale in Egitto.
Dista dal Cairo circa 420 chilometri, e giace in una depressione di forma ovale di circa 2000 km², circondata da monti e ricca di sorgenti. Si trova nel Governatorato di Giza, possiede un museo e i suoi prodotti agricoli prevalenti sono guava, mango, datteri e olive.
Storia
Bahariya era già abitata fin dal Paleolitico. Durante il Medio Regno, l'oasi fu un centro commerciale e culturale. Nel 1999 sono state ufficialmente presentate le nuove scoperte effettuate nella Valle delle mummie d'oro che sono state considerate le "maggiori e più recenti scoperte archeologiche dei nostri giorni". Il direttore degli scavi, il dott. Zahi Hawass ha scoperto in questa località più di 10.000 mummie del I e II secolo d. C.; questi reperti sono tuttora in corso di valorizzazione. Alcune delle mummie d'oro sono state collocate in un piccolo museo. Degne di nota sono anche le tombe precristiane di Zed Amun Ef Ankh e di suo figlio Banentiu, che si trovano in un tumulo non lontano dal centro dell'oasi. I colori delle immagini e dei geroglifici si sono mantenuti particolarmente bene e non hanno nulla da invidiare a quelli delle tombe della Valle dei Re. All'interno dell'oasi di Bahariya vi sono anche i resti di un tempio dedicato ad Alessandro Magno. Alcuni egittologi ritengono che il condottiero macedone sia passato per Bahariya sulla via del ritorno dalla sua visita all'oracolo di Ammone a Siwa. Nel medioevo il "Paese delle Oasi", 'aml Wah (ricordato da numerosi storici: Yaqut, El Bekri, Edrisi...), che comprendeva, oltre a Baharia anche Dakhla, Kharga e Farafra, era governato da una dinastia berbera della tribù dei Lawata. Oggi comunque l'oasi è interamente arabofona.
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